BRIDGE 1972/9

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Varieta'  -  Articolo tratto dalla rivista "BRIDGE D'ITALIA" 1972 n.9

 

 

 

IL COLPO

DEL MEDICO

 di Antonio Montanari  

 

 

 

 

Tutti conoscono il Colpo di Bath, il Colpo di Vienna, il Colpo di Deschapelles, il Colpo in bianco ecc. Nessuno ha mai sentito fino ad ora, penso, nominare il « Colpo del medico ».

E' quello che vi sto per descrivere e proporre.

Non è nato da una ipotesi, da una intuizione teorica, ma da una situazione verificatasi in pratica.

I fatti si sono svolti così.

Si sta disputando il penultimo turno, sistema Danese, di un torneo nazionale a squadre. I protagonisti del « colpo » siedono al tavolo n. 2, l'impegno di tutti è, pertanto, notevole.

Le prime mani si sono succedute piuttosto regolari quando viene distribuita la seguente smazzata:

NORD
 R F 3
  * A 8 7 6 5  
   R F 8 5  
  8  
OVEST   EST
 8 6 4    N 9 7 2
* 9 4  O    E * D F 10 2
 D 4 3    S 2
 D 7 6 5 3   R F 10 9 4
     
  SUD  
   A D 10 5  
  * R 3  
  A 10 9 7 6  
   A 2  

 

Con una licita sbrigativa, senza interferenze avversarie, Nord arriva a sei quadri che dovrebbero essere conclusivi, ma Sud, un medico, rincara la dose a 7 quadri e ciò per tre motivi.

Primo: in quel momento si era ricordato che negli incontri a squadre gli esperti consigliano di «tirare» un momentino.

Secondo: era molto eccitato dall'idea di finire il torneo al tavolo n. 1.

Terzo: poiché era il capitano della squadra pensava che le decisioni difficili ed importanti doveva prenderle lui, se no che capitano era?

Ovest attacca con il sei di picche. Attacco neutro, carta incerta, perfetto. Scende il morto e Sud vede subito, anche lui, che non ci sono problemi, manca soltanto la donnetta di atouts.

Dopo un paio di prese giocate passivamente solo per guadagnare tempo, per pensare come catturare quella maledetta femmina, Sud si ferma a riflettere profondamente.

Battere in testa o fare il sorpasso? E da quale parte?

E' il problema più semplice, ma nello stesso tempo quello che fa soffrire più dì tutti gli altri problemi sul gioco della carta. Ci sono giocatori che indovinano quasi sempre. Fortuna? Intuito? Magnetismo? Campo visivo eccezionalmente ampio ed «angolato»? Altri che sbagliano quasi sempre.

Gli esperti consigliano di fare il conto degli onori, il conto della mano, e quando ciò non è possibile di battere sempre in testa, così una metà delle volte sì indovinerà e l'altra metà si sbaglierà, senza patemi d'animo, dicono loro.

Il nostro Sud però è uno di quelli che non accettano questo consiglio salomonico e continua tutte le volte che gli capita il dilemma, a soffrire per cercare di risolverlo scientificamente e per la paura di sbagliare.

Nel caso presente mentre fissa il singolo a fiori del morto si ricorda della teoria della simmetria: ad un singolo o un vuoto nella vostra mano corrisponde spesso un singolo o un vuoto nella mano avversaria. Beh, pensa, piuttosto che niente. E poi, pensa sempre, perché quel... di Ovest non ha attaccato a quadri? Sarebbe stato pur sempre un attacco passivo, no?

Finalmente sì decide e gioca l'asso di quadri. Gli avversari rispondono con il tre ed il due. Scartano con la massima naturalezza: ne troppo svelto, né troppo piano, senza la minima esitazione, con la faccia dì bronzo. Perfetto. Ci mancherebbe altro, non poteva essere diversamente, sono due forti prima categoria vitalizia, sanno tutto. La lunga pensata di Sud ha detto loro tutto, cioè ha chiarito anche a quello di loro che non l'aveva che il problema è sulla donna di atouts.

Sud, sempre più pensoso, continua con il sei di quadri, ed Ovest, come sopra, sempre più bronzeo, segue con il quattro.

A questo punto Sud ricade in catalessi mentre fissa come ipnotizzato le quadri del morto. Battere o fare il sorpasso? Si chiede per l'ennesima volta.

Mentre è così fermo ed imbambolato osserva con la coda dell'occhio sinistro che Ovest respira piuttosto velocemente. Osservazione professionale che in lui. medico in piena attività, fa scattare per riflesso condizionato una serie dì ragionamenti. Perché mai? E' ancora giovane, di sana e robusta costituzione fisica, il colorito è sanissimo, non è sotto sforzo fisico ecc., perché respira così velocemente? Conta: Quindici respiri circa in trenta secondi. Troppi. Eureka. Ha sicuramente la donna di quadri, quella maledetta femmina. Sorpasso sicuro. Grande slam steso.

« Dottore, commenta Nord, un giovane che promette bene — certamente lo chiameranno anche in sala chiusa, non è difficile ».

« Comeee — urla Ovest — ma non si rende conto che l'ha fatto indovinando un sorpasso? ». Urlo che Sud comprende, giustifica ed approva soprattutto come medicina anti-depressione. Il tavolo n. 1 che scappa potrebbe anche deprimere.

Prima di distribuire la nuova smazzata Sud mescola molto a lungo le carte, tenendo la testa un po' bassa.

Embèh, direte voi, non occorre essere medici per sapere che le donne, sia di quadri che di cuori, come di picche e fiori, fanno aumentare il numero dei respiri.

D'accordo, ma poiché è stato un medico il primo, a quanto mi risulta, ad approfittare in campo bridgistico di questa universale conoscenza, propongo che il «colpo» venga chiamato appunto «del medico».

Ci sarebbero piuttosto delle altre considerazioni da fare. In primo luogo questa: il colpo è corretto? E' lecito?

Io dico di sì perché c'è la difesa contro lo stesso.

Basta tenere la giacca abbottonata e stare leggermente piegati in avanti in modo che l'avversario non possa vedere e quindi contare i movimenti della parete toraco-addominale.

Ma per i pancioni come la mettiamo?

La difesa è la stessa anche se un po' più difficile.

E se l'avversario da contare è una donna?

Il colpo riesce ugualmente perché anche ad una donna un'altra donna fa aumentare i respiri se non altro per gelosia o invidia. Con il nuovo « colpo » anche la fraseologia bridgistica aumenta. Oltre la solita frase « brocco, non sei riuscito a contare la mano », potremo sentire: « Pollastro, ti sei fatto contare». Oppure: «Ho respirato svelto ed il dritto c'è cascato ».

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